Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

6 giugno 2017

Costretto a passare la vita su una sedia a rotelle?

Parco del Parterre, Livorno – Un titolo ironico “Spingi babbo Spingi” per evidenziare il continuo uso scorretto, pericoloso e spesso di menefreghismo verso i diritti dei diversamente abili.
Il parco ha moltissime altalene e giochi per tutti i bambini normodotati, da castelli alle altalene, alle barche dei pirati e così via. Il parco si è dotato tra i primi in italia di giochi inclusivi e spesso l’uso scorretto dell’altalena per bambini in carrozzina ha fatto si che si rompesse.
Notizia integrale qui: https://livornopress.it/spingi-babbo-spingi-alla-faccia-dei-divieti

Siamo d’accordissimo sul fatto che questo tipo di altalena non deve assolutamente essere utilizzata da bambini che stazionano in piedi sulla pedana perché riservata a utenti in carrozzina, (sopratutto per motivi di sicurezza).
Però le parole utilizzate nell’articolo non ci piacciono: “costretto a passare la vita fin da piccolo su una sedia a rotelle senza la gioia di poter correre, giocare a palla, mettersi a sedere in terra per giocare come gli altri bambini, ma costretto ad essere spinto da un genitore perchè la sedia a rotelle è troppo pesa”.
A noi questa frase trasmette compassione e fa pensare al “poverino in carrozzina”. Nessuno mette mette in dubbio che il bimbo avrebbe preferito camminare ma moltissimi bambini che usano la carrozzina si possono alzare, possono sedersi in terra, possono spingersi da soli ed esistono tantissimi sport, anche con la palla, che si possono fare in carrozzina. Avete mai visto sfrecciare un bimbo giù da una discesa? O un bimbo “correre” con la carrozzina elettrica mentre ride inseguito da alcuni bimbi a piedi? Perché dobbiamo sempre far apparire i bambini con disabilità motoria come dei poverini?

Libertà: questa parola risuona quando si riflette sull’importanza di uno strumento quale è la carrozzina. “Io di me stesso scrivo sempre: ‘vivo e lavoro in sedia a rotelle’. Vivo e lavoro, ossia sono libero, ‘grazie’ alla carrozzina. Senza di lei sarei immobile. La carrozzina è quasi congenita, mi si adatta, o meglio io ormai aderisco alla sua superficie, la calzo come un guanto, la conosco perfettamente...” (Franco Bomprezzi nel post “Elogio della carrozzina”).

Anche il centro Informare un´H, intitolato a Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, ha segnalato il taglio troppo pietistico dell'articolo apparso su Livornopress
Le persone con disabilità possono certamente vivere una vita dignitosa se la società le mette in condizione di farlo. Non sempre è sufficiente fare la cosa giusta, a volte è necessario farla anche nel modo giusto. http://www.informareunh.it/laltalena-il-gioco-e-la-candela/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Nessun commento:

Posta un commento

Moderazione attiva, il vostro commento sarà pubblicato dopo l'approvazione. NO SPAM! parchipertutti@gmail.com