Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

17 maggio 2017

Cosa significa progettazione dell’accessibilità?

Da oltre trent’anni il tema dell’accessibilità è affrontato da normative che ne regolamentano in modo anche molto preciso il campo di applicazione. A partire dagli anni Settanta in Europa e negli Stati Uniti è stato elaborato un approccio progettuale affinché gli interventi sugli spazi, sugli oggetti e sui servizi siano effettuati con lo scopo che il maggior numero possibile di persone, includendo le generazioni future, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalle capacità e dal background culturale, possa partecipare alla costruzione della società avendo pari opportunità nelle attività economiche, sociali, culturali e ricreative, tutto ciò con il massimo dell’autonomia possibile. 

Il Design for All è un approccio globale alla progettazione, volto a modellare l’ambiente considerando le capacità e le esigenze di tutti i possibili utenti, adulti e bambini, persone anziane, disabili motori o sensoriali. Il progetto secondo i criteri del Design for All* supera i limiti del progettare senza barriere, ponendo la questione non in termini negativi (come l’eliminazione di qualcosa) bensì piuttosto come la proposizione di nuove soluzioni di qualità, e in questo modo esce dall’idea di un approccio limitato e stigmatizzante rivolgendosi a un’utenza ampia.

La progettazione accessibile interessa ben più degli edifici in senso stretto, riguarda gli spazi urbani, gli spazi verdi e i parchi, gli spazi per la mobilità e i mezzi di trasporto, gli spazi pubblici e gli edifici storici, e gli spazi della casa, …
Un luogo comune da sfatare è l’idea che il progettare in modo accessibile rappresenti un vincolo che determina soluzioni di scarsa qualità architettonica. La pratica dimostra proprio il contrario.

L’accessibilità è una caratteristica degli edifici, delle città, degli oggetti, dei servizi, che va risolta dal progettista, sia esso architetto, ingegnere o designer, con soluzioni che devono appartenere al suo bagaglio culturale, fatto di inventiva, capacità d’uso dei materiali, conoscenza dei bisogni e delle caratteristiche dell’utenza, rispetto delle normative di settore ecc.

Notizia integrale qui: http://www.ingegneri.info/news/edilizia/cosa-significa-progettazione-dellaccessibilita/

* Principi del Design for All
- Equità - uso equo: utilizzabile da chiunque.
- Flessibilità - uso flessibile: si adatta a diverse abilità.
- Semplicità - uso semplice ed intuitivo: l'uso è facile da capire.
- Percettibilità - il trasmettere le effettive informazioni sensoriali.
- Tolleranza all'errore - minimizzare i rischi o azioni non volute.
- Contenimento dello sforzo fisico - utilizzo con minima fatica.
- Misure e spazi sufficienti - rendere lo spazio idoneo per l'accesso e l'uso.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

Nessun commento:

Posta un commento

Moderazione attiva, il vostro commento sarà pubblicato il prima possibile, NO SPAM per favore