Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

1 maggio 2017

Consiglio di lettura: Parchi urbani e campi gioco - 4

"Parchi urbani e campi gioco. Progettazione, sicurezza, gestione e animazione del verde pubblico"
Il volume è il risultato di una ricerca che è stata promossa inizialmente dal Dipartimento di Urbanistica dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma si è ben presto collegata con altri Enti, Istituti italiani e stranieri e con singoli studiosi i quali, sia pure da angolazioni diverse, si occupano, spesso con incomprensioni e/o con scarsi mezzi, delle problematiche relative ai parchi urbani ed ai campi gioco.
Esso ha tratto i suoi auspici da un Convegno Nazionale promosso dal Comune di Rimini, particolarmente sensibile ai tempi ambientali ed alla progettazione/gestione del verde pubblico, e patrocinato dal CIGI, (Comitato italiano per il gioco infantile).
Vi riportiamo una piccola parte dal capitolo dedicato a: "Attrezzature e servizi per il tempo libero giovanile: elementi per la progettazione" di Gustaw Mugglin. Tenete presente che i libro è stato stampato nel 1988

Un'area di gioco non è semplicemente un ammasso di attrezzature più o meno utilizzabili. Ognuna di esse ha un suo ruolo specifico nello sviluppo del bambino, ma può anche influire negativamente se non è sistemata convenientemente, inadatta o costruita male. Chi progetta aree di gioco dovrà dunque tenere presente in primo luogo alcuni principi pedagogici. Gli aspetti estetici sono certamente importanti ma devono lasciare il passo alle istanze pedagogiche. Per ogni progetto di area gioco, bisogna tener conto delle tre forme di gioco di cui abbiamo già parlato: il gioco di movimento, il gioco creativo e il gioco socializzante.
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I giochi di movimento richiedono innanzitutto molto spazio. Essi devono, prima di tutto, favorire lo sviluppo fisico del fanciullo visto che in questi giochi egli si muove con tutto il corpo. Un'area di gioco ben concepita stimola il bambino muoversi spontaneamente in quanto la disposizione delle attrezzature è stata ben studiata. 
Sarebbe utile prevedere piste e viali per le corse di automobiline, tricicli, biciclette e altri veicoli. Un pezzo di percorso leggermente inclinato, incroci, biforcazioni rendono il gioco ancora più interessante. 
Nei posti dove lo spazio libero lo permette e dove tutti gli anni nevica, bisogna prevedere pure delle piccole montagnole per slittare. Così i bambini, anche piccoli, possono giocare per ore all'aria aperta anche d'inverno. In estate, queste montagnole servono come punto di partenza per gli scivoli e i viali servono come piste per i veicoli dei bambini, ma anche come posti di osservazione per le mamme che possono controllare da lontano il gioco dei loro bambini senza disturbarli.
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Il gioco creativo esige un suo proprio spazio adatto alle varie possibili attività e all'età degli utenti. È necessario che i bambini possano sviluppare ed esprimere liberamente la loro immaginazione creativa. Un'area di gioco accuratamente concepita separerà, con l'aiuto di mezzi naturali, lo spazio destinato ai giochi di movimento da quello destinato i giochi creativi. Al contrario, giochi di socializzazione giochi creativi sono spesso strettamente legati.
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Il gioco di socializzazione è in rapporto diretto con la vita dell'uomo nella comunità: preoccuparsi dei problemi che si incontrano e degli avvenimenti che si vivono, capire, affermarsi, integrarsi e mettersi in sintonia con gli altri. In poche parole, esso aiuta il bambino a scoprire la propria personalità e a trovare il proprio posto nella società. Questa funzione è presente in tutti i giochi attraverso i quali il bambino cerca di svolgere un ruolo, per esempio quello di un adulto, dei genitori, dell'insegnante ecc.; compresi la "drammatizzazione" e il teatro. I giochi di socializzazione sono strettamente legati a quelli creativi ma comprendono pure alcuni giochi di movimento con regole 
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Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

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