22 febbraio 2017

I bambini intelligenti si arrampicano sugli alberi e si sporcano nel fango

La maggior parte dei bambini passa il pomeriggio in casa, solitamente davanti alla televisione o giocando al computer, perdendo così una serie di esperienze importantissime per la propria crescita.
Secondo una ricerca recentemente condotta, un bambino su dieci non sa andare in bicicletta, non si è mai arrampicato su un albero, ignora cosa vogliano dire giochi comunissimi come campana, palla avvelenata o un-due-tre stella.
Il problema di fondo è molto più semplice: la maggior parte dei genitori non vogliono che i loro figli si arrampichino sugli alberi, rincorrano rane, si sporchino nel fango o giochino da soli con altri bambini.
Questa mancanza è realmente penalizzante per i bambini, poiché giocare all’aria aperta, sporcarsi di terra e fango sono delle attività che oltre a renderli felici, li aiutano ad essere maggiormente attivi e a giocare insieme ai loro coetanei. Questo ha un’evidente e positiva ricaduta sia sulla loro salute che sul loro sviluppo fisico ed emotivo. Arrampicarsi su un albero, ad esempio, insegna loro che per superare una sfida lo sforzo e la concentrazione sono fattori fondamentali.

Perché è così importante che i bambini giochino all’aperto con i loro coetanei?
Giocare all’aperto senza la supervisione di un adulto, è un’ottima lezione di vita che insegna ai bambini a risolvere i problemi che si presentano. Infatti, se vorranno essere accettati dal resto del gruppo si vedranno costretti a controllare alcuni dei loro comportamenti e seguire le regole concordate.
Giocando all’aperto, senza la supervisione dei genitori, i bambini si trovano spesso in situazioni difficili, sia fisicamente che socialmente. Se vogliono uscirne a testa alta devono imparare a controllare le loro emozioni. Per esempio, è probabile che la prima volta che un bambino deve arrampicarsi su un albero provi paura, ma ben presto la dominerà, soprattutto se si trova di fronte ai suoi amici.
Quando i bambini giocano fuori casa si sentono più liberi, per questo preferiscono dedicarsi a giochi non strutturati che stimolano la loro immaginazione, la creatività e l’intelligenza. Immaginare castelli in aria, creature magiche o trasformare il ramo di un albero in una spada, stimola le connessioni neurali e migliora lo sviluppo del cervello.
Quando i bambini sono lontani dai loro genitori e questi non possono agire da mediatori, devono imparare a risolvere i problemi da soli. Ciò significa che dovranno valutare diverse alternative, provare soluzioni diverse e forse sbagliarsi, finché non troveranno la risposta di cui hanno bisogno.

Il gioco libero è un’occasione unica per i bambini di esplorare i propri interessi senza alcuna pressione. In questo caso i bambini possono lasciare l’attività quando si sentono annoiati, l’obiettivo finale non è il risultato, ma godere di ciò che fanno. In questo modo imparano ad appassionarsi a quello che fanno e capiscono che al di là dei risultati, possono godere del processo.

Il gioco sociale è un modo naturale per fare amicizia e imparare a relazionarsi con gli altri in modo equo. Infatti, dal momento che il gioco è un’attività volontaria e i bambini possono abbandonarlo in qualsiasi momento se si sentono a disagio, capiscono subito che per divertirsi hanno bisogno dei loro compagni di gioco e cercheranno di gestire diplomaticamente le differenze pur di continuare a giocare.

Notizia integrale qui: http://psicoadvisor.com/cosa-precludiamo-ai-bambini-non-facendoli-giocare-allaria-aperta-5088.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
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