23 dicembre 2016

Accessibilità e parco giochi inclusivo

I primi parchi gioco inclusivi nascono in Italia una decina di anni fa ma restano per molti anni realtà molto rare. Da 3/4 a questa parte invece iniziano ad essere conosciuti da più persone, associazioni, aziende. A tutt'oggi però non esiste una definizione ufficiale così come non esistono leggi che regolamentano la realizzazione di aree gioco inclusive. È per questo motivo che ogni persona e ogni azienda, interpreta a proprio piacimento la definizione "parco giochi inclusivo".

Per noi di definizione ne esiste una, in quanto abbiamo ben chiaro cosa sia l'inclusione*. Un parco giochi inclusivo è un parco privo di barriere architettoniche dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli.
E non dimentichiamoci degli adulti che accompagnano i bambini al parco! Mamme, papà, zii, nonni e baby sitter che accompagnano i bambini al parco o persone che hanno voglia di fare un giretto al parco e sedersi su una panchina per riposare o osservare i bambini che giocano.
Ma cosa significa accessibilità? Anche questo è un concetto talvolta interpretabile e di solito si parla di accessibilità in riferimento a edifici, spazi pubblici, servizi, attrezzature, dispositivi...

Spesso si tende a differenziare il concetto di accessibilità da quello di fruibilità: il termine “accessibilità”, esplicitamente definito dalle leggi in vigore, rimanda al rispetto di precise disposizioni normative affinché spazi e attrezzature possano essere utilizzati in piena autonomia e sicurezza da persone con disabilità; il termine “fruibilità”, invece, fa riferimento alla effettiva possibilità di utilizzazione di un ambiente o un’attrezzatura da parte di persone con disabilità seppur non esplicitamente progettati per tale scopo.
(Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale. Ministero per i beni e le attività culturali)

Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
(D.M. 236/1989 Articolo 2 Lettera G)

Accessibilità è il termine che negli anni ha subito le maggiori trasformazioni concettuali. Ha trovato declinazioni che non lo superano ma lo integrano: fruibilità e usabilità e, nella definizione di qualità ambientale, comfort, sicurezza, ergonomia. Si è evoluto anche il concetto di barriere architettoniche che oggi sono invece dette fisiche, sensoriali, emotive, concettuali/cognitive, psicologico/percettive, culturali. Autonomia, inclusione sociale, Universal Design, ICF, empowerment... completano ed ampliano il concetto di accessibilità promosso nell'ambito non solo delle discipline di progetto ma anche della comunicazione, delle pari opportunità, dei servizi e delle azioni di sistema per sostenere politiche inclusive. 
CERPA ITALIA ONLUS http://www.cerpa.org/index.html?pg=31&pgn=2

In Italia esistono delle leggi che regolamentano l'accessibilità ai luoghi pubblici e noi crediamo che i parchi possano rientrare benissimo in questa categoria. Quando realizziamo un parco giochi inclusivo non dobbiamo dimenticare di rispettare leggi, norme e linee guida che si trattano il tema dell'accessibilità e disabilità ma possiamo anche spingerci oltre e cercare di trovare soluzioni per rendere il parco un luogo davvero accessibile e fruibile da parte di tutti. Progettare spazi accessibili a tutti talvolta richiede anche buonsenso, non sempre il rispetto di regole garantisce un risultato perfetto. 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 503 - Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.
1. Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli impedimenti comunemente definiti "barriere architettoniche".
2. Per barriere architettoniche si intendono:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
b) gli ostacoli fisici che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
3. Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione, ancorché di carattere temporaneo, o a quelli esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. 
...
Arredo urbano
1. Gli elementi di arredo nonché le strutture, anche commerciali, con funzione di arredo urbano da ubicare su spazi pubblici devono essere accessibili, secondo i criteri di cui all'art. 4 del Ministro dei lavori pubblici 14
giugno 1989, n.236.

Legge 5 febbraio 1992, n. 104 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate."
24. Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche.
9. I piani di cui all'articolo 32, comma 21, della citata legge n. 41 del 1986 sono modificati con integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all'installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate.

Legge 1 marzo 2006, n. 67 "Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni"
Art. 1.
1. La presente legge, ai sensi dell'articolo 3 della Costituzione, promuove la piena attuazione del principio di parità di trattamento e delle pari opportunità nei confronti delle persone con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di garantire alle stesse il pieno godimento dei loro diritti civili, politici, economici e sociali.
Art. 2.
3. Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.

Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturaleCommissione per l’analisi delle problematiche relative alla disabilità nello specifico settore dei beni e delle attività culturali. Ministero per i beni e le attività culturali
Il concetto di barriera architettonica è molto più esteso e articolato di quanto può apparire a prima vista e comprende elementi della più svariata natura, che possono essere causa di limitazioni percettive, oltre che fisiche, o particolari conformazioni degli oggetti e dei luoghi che possono risultare fonte di disorientamento, di affaticamento, di disagio o di pericolo. Sono quindi barriere architettoniche non solo i gradini o i passaggi troppo angusti, ma anche i percorsi con pavimentazione sdrucciolevole, irregolare o sconnessa, le scale prive di corrimano, le rampe con forte pendenza o troppo lunghe, i luoghi d’attesa privi di sistemi di seduta o di protezione dagli agenti atmosferici se all’aperto, i terminali degli impianti posizionati troppo in alto o troppo in basso, la mancanza di indicazioni che favoriscano l’orientamento o l’individuazione delle fonti di pericolo, ecc.
Un ambiente è accessibile se qualsiasi persona, anche con ridotte o impedite capacità motorie, sensoriali o psico-cognitive, può accedervi e muoversi in sicurezza ed autonomia. Rendere un ambiente “accessibile” vuol dire, pertanto, renderlo sicuro, confortevole e qualitativamente migliore per tutti i potenziali utilizzatori. L’accessibilità va quindi intesa in modo ampio come l’insieme delle caratteristiche spaziali, distributive ed organizzativo-gestionali in grado di assicurare una reale fruizione dei luoghi e delle attrezzature da parte di chiunque.

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (2000/C364/01)
Articolo 26 Inserimento dei disabili
L’Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità

Legge 5 febbraio 1992, n. 104 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate."
23. Rimozione di ostacoli per l'esercizio di attività sportive, turistiche e ricreative.

Norma UNI EN 11123
- Accessibilità delle aree gioco: La situazione ideale è quella in cui i bambini possono accedere in modo sicuro all’area gioco, anche se non accompagnati. E’ opportuno che gli ingressi alle aree gioco siano collocati lontano da strade ad intenso traffico veicolare, avere una zona di sicurezza antistante in modo tale da richiamare l’attenzione dei bambini al momento dell’uscita. Chiaramente devono essere eliminate eventuali barriere architettoniche e bisogna prevedere accessi transitabili da mezzi di manutenzione e soccorso. 
- Abbattimento di barriere architettoniche: gli accessi all’area gioco e i vialetti interni devono essere progettati e costruiti senza presentare ostacoli per portatori di handicap o mamme con carrozzine e le pendenze delle rampe devono rispettare quanto previsto dalla Legge n ° 104 1992 e s.m.i..

"Il verde è di tutti" Schede tecniche per la progettazione e realizzazione di aree verdi accessibili e fruibili.
La progettazione di aree gioco per tutte le abilità ha come obiettivi principali il massimo divertimento possibile per i futuri utilizzatori ma anche lo sviluppo dell'autonomia e dell'integrazione sociale, aspetti che attraverso il gioco acquistano una particolare valenza.
Pavimentazione e percorsi tra giochi sono gli aspetti a cui lo studio progettuale deve fare più attenzione. La pavimentazione dovrà essere "gattonabile", cioè percorribile a gattoni senza difficoltà. Pavimentazioni in gomma poste sotto i giochi per attutire le cadute sono ben utilizzabili a questo scopo ma anche pavimentazioni in materiale sintetico che assumono l'aspetto di una moquette e permettono questo utilizzo, facilitando l'abbandono della carrozzina.
Particolari sedute o gradini (in prossimità di scivoli o castelli) possono facilitare il trasferimento in autonomia dalla carrozzina a terra.
Il bambino che per giocare lascia la carrozzina dovrà trovare una pavimentazione adatta per potersi muovere senza farsi male; non dovrà "spendere" più tempo a spostarsi che a giocare; dovrà poter provare, con autonomia maggiore possibile, a sperimentare anche movimenti inusuali.

CONVENZIONE ONU DIRITTI PERSONE CON DISABILITÀ
Articolo 30 Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport
1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità:
...
(c) abbiano accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, abbiano accesso a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale. 
...
(d) garantire che i minori con disabilità possano partecipare, su base di uguaglianza con gli altri minori, alle attività ludiche, ricreative, agli svaghi ed allo sport, incluse le attività previste dal sistema scolastico;
(e) garantire che le persone con disabilità abbiano accesso ai servizi forniti da coloro che sono impegnati nell’organizzazione di attività ricreative, turistiche, di tempo libero e sportive
Articolo 9. Accessibilità
1. Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, gli Stati Parti devono prendere misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali. Queste misure, che includono l’identificazione e l’eliminazione di ostacoli e barriere all’accessibilità, si applicheranno, tra l’altro a: 
a) edifici, strade, trasporti e altre attrezzature interne ed esterne agli edifici, compresi scuole, alloggi, strutture sanitarie e luoghi di lavoro;

Legge 3 marzo 2009, n. 18 "Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità"
Art. 1.
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006.
Art. 2.
1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione ed al Protocollo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità con quanto previsto, rispettivamente, dall'articolo 45 della Convenzione e dall'articolo 13 del Protocollo medesimi.

CONVENZIONE ONU DIRITTI DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA
Articolo 23
1. Gli Stati parti riconoscono che i fanciulli mentalmente o fisicamente handicappati devono condurre una vita piena e decente, in condizioni che garantiscano la loro dignità, favoriscano la loro autonomia e agevolino una loro attiva partecipazione alla vita della comunità.
Articolo 31
1. Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.
2. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali

LINEE GUIDA STESSI GIOCHI STESSI SORRISI
I percorsi all’interno dell’area giochi devono consentire ad una persona su sedia a ruote di raggiungere senza troppa fatica i giochi, le panchine, i tavoli, le fontanelle ed i servizi igienici.
I percorsi devono essere sufficientemente piani, ed il fondo deve essere compatto e livellato. Queste caratteristiche devono essere assicurate anche se il percorso è ricoperto di materiale sciolto (es.: ghiaino) e se il percorso non è pavimentato (es.: terra battuta).
Se per raggiungere i giochi bisogna percorrere il terreno erboso, devono essere assicurati almeno dei percorsi dove il prato sia ben livellato, compatto e privo di buche, pozzanghere e altri ostacoli alla mobilità.
Considerata la maggiore difficoltà di spostamento, i percorsi sul terreno erboso o ricoperti di materiale sciolto non dovrebbero essere troppo lunghi.
I percorsi dell’area giochi devono essere ben raccordati con gli altri percorsi del parco e con la viabilità esterna al parco.

Universal Design (progettazione di prodotti e ambienti utilizzabili da tutti, con una estensione più ampia possibile e senza bisogno di adeguamenti o di soluzioni speciali)
Principio 6: Contenimento dello sforzo fisico 
Il progetto può essere usato in modo efficace e comodo con la fatica minima. Linee guida:
Permettere all’utilizzatore di mantenere una posizione del corpo neutrale.
Uso ragionevole della forza per l’azionamento.
Minimizzare azioni ripetitive.
Minimizzare lo sforzo fisico prolungato.

*INCLUSIONE SOCIALE. In ambito sociale, inclusione significa appartenere a qualcosa, sia esso un gruppo di persone o un’istituzione, e sentirsi accolti. Tra gli individui possono esserci delle differenze a causa delle quali una persona o un gruppo sono “esclusi” dalla società. I motivi che possono portare all’esclusione sociale sono diversi: razza, sesso, cultura, religione, disabilità.
L’inclusione sociale ha l’obiettivo di eliminare qualunque forma di discriminazione all’interno di una società, ma sempre nel rispetto della diversità. ActionAid

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

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