Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

21 dicembre 2016

Accessibilità e autonomia

Sapete qual è la differenza tra un gioco posato su prato e uno posato su pavimentazione liscia e pianeggiante? No, non è solamente l'accessibilità la differenza! Quando si decide di posare un gioco su prato, (magari potenzialmente accessibile a bambini con ridotta capacità motoria), si decide a priori di escludere alcuni bambini dal gioco! Quindi è inutile che decidiate di chiamarlo PARCO GIOCHI INCLUSIVO, di inclusivo non avrà nulla, ma anzi avrà il potere di escludere, lasciare fuori, tanti bambini. Un gioco posato su prato non permette a bambini che usano la carrozzina, ma anche a chi cammina con difficoltà, (con o senza l'ausilio di stampelle o deambulatore), di raggiungere il gioco. Prima di salirci, ci devo arrivare al gioco!
Un adulto può aiutare il bambino a raggiungere il gioco? Sì, può farlo, ma perché dovrebbe? Esiste un motivo valido per cui un bambino con disabilità deve essere accompagnato da un adulto mentre gli altri bambini possono giocare in autonomia? Ve la ricordate la vostra infanzia? Quanta complicità si creava giocando con altri bambini lontano dai genitori? Perché a un bambino con disabilità dovrebbe essere negata questa esperienza? Perché dobbiamo farlo sentire diverso quando è possibile regalargli un po' di autonomia? Perché? Suggeriamo un giro in carrozzina a tutti, così da testare sulla propria pelle l'accessibilità e fruibilità dei luoghi! (le strutture gioco delle immagini rappresentano semplicemente degli esempi)

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

3 commenti:

  1. Buonasera, ad integrazione dell'articolo di cui sopra, desideriamo evidenziare che l'inclusività dei parchi gioco non è un'opinione o una valutazione da blog ed è invece stabilita da un comitato scientifico a livello europeo nonchè dalla Federazione Europea dei produttori di parchi Gioco con i quali collaboriamo. Siamo disponibili a fornire ampia documentazione in merito. Saluti Legnolandia.

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    1. "IL VERDE È DI TUTTI" Schede tecniche per la progettazione e realizzazione di aree verdi accessibili e fruibili. A cura di Lucia Lancerin.
      Pavimentazione e percorsi tra giochi sono gli aspetti a cui lo studio progettuale deve fare più attenzione. La pavimentazione dovrà essere "gattonabile", cioè percorribile a gattoni senza difficoltà. Pavimentazioni in gomma poste sotto i giochi per attutire le cadute sono ben utilizzabili a questo scopo ma anche pavimentazioni in materiale sintetico che assumono l'aspetto di una moquette e permettono questo utilizzo, facilitando l'abbandono della carrozzina.
      Il bambino che per giocare lascia la carrozzina dovrà trovare una pavimentazione adatta per potersi muovere senza farsi male; non dovrà "spendere" più tempo a spostarsi che a giocare; dovrà poter provare, con autonomia maggiore possibile, a sperimentare anche movimenti inusuali.

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  2. Saremo ben felici di leggere la vostra documentazione. A noi non risulta che in Italia vi siano leggi che stabiliscano regole per la realizzazione di un parco giochi inclusivo anche se sono stati pubblicati vari manuali e linee guida che abbiamo letto con piacere. L'accessibilità però è un elemento imprescindibile perché tutte le persone possano accedere a un luogo che altrimenti non può essere definito inclusivo. E non lo diciamo solo noi ma tutte le associazioni che si occupano di disabilità, inclusione sociale, accessibilità e fruibilità degli ambienti

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