Questo blog nasce per sensibilizzare tutti sul diritto al gioco dei bambini con disabilità e per far conoscere i "parchi giochi inclusivi". Di cosa si tratta? Di parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme. Parchi privi di barriere architettoniche, parchi dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri...), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti. Questi sono i giochi che piacciono a noi. Per quanto riguarda l'altalena per carrozzine abbiamo scritto alcune riflessioni, (potete leggerle: qui e qui). Non siamo contrarie all'installazione di questo gioco nei parchi, (nei parchi gioco insieme ad altre strutture pensate per tutti i bambini), mentre abbiamo grossi dubbi sulla sua reale utilità quando viene installata in un prato, in un luogo isolato da qualsiasi altro gioco. Questa altalena ultimamente è diventata “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi con disabilità. E le persone con disabilità motoria lieve? E gli ipovedenti o ciechi? Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini con disabilità, ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice. Ci piacerebbe che i privati, le associazioni e le amministrazioni comunali puntassero più in alto ovvero scegliessero giochi per tutti, giochi che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme. Se volete vedere le immagini dell'area giochi inclusiva di Rimini le trovate qui: Tutti a bordo!

10 dicembre 2016

A colloquio con Penny Ritscher

A colloquio con Penny Ritscher di Silvia Cavalloro

Come sono cambiati i tempi dei bambini? Come è caratterizzata la loro vita rispetto alla possibilità di autorganizzazione, di autonomia?
Nella società contemporanea il tempo dei bambini è super strutturato, con pochissimi spazi sospesi: questa è una novità nella storia recente dell’infanzia. Innanzi tutto la scuola materna non era così presente e diffusa come oggi, mentre la scuola elementare terminava prima del pranzo. Fino a qualche decennio fa il tempo non strutturato era proprio una caratteristica dell’infanzia. I bambini non erano inseriti in programmi fitti di strette scadenze e passaggi che accompagnano ora, dall’inizio alla fine, il susseguirsi delle giornate, lasciando pochissimi spazi nei quali non è l’adulto che determina ciò che si fa e quando lo si fa.

E cosa comporta questo, oltre al fatto di avere meno libertà?
I bambini non imparano a gestire il loro tempo e diventano sempre più dipendenti da un adulto che deve costantemente essere presente e che struttura il tempo: un insegnante, un animatore, un allenatore.
Non si devono mai confrontare con lunghi pomeriggi, con momenti morti o un po’ di noia, condizione che favorisce lo scaturire di qualche idea nei bambini, che dopo un breve spazio sospeso inventano qualcosa da fare. Il confronto con il tempo vuoto praticamente non esiste più come occasione per superare quei momenti in cui non si sa cosa fare che poi aprono a progetti nuovi, al saper giocare anche con “niente”.

Notizia integrale qui: http://zeroseiup.eu/a-colloquio-con-penny-ritscher/

Claudia Protti & Raffaella Bedetti
Parchi per tutti
N.B: Tutto il materiale presente in questo blog è a vostra disposizione perché crediamo fermamente nel diritto al gioco di tutti i bambini e ogni giorno dedichiamo parecchio tempo a cercare notizie sui parchi inclusivi, scrivere articoli per siti e quotidiani, rispondere a interviste... Abbiate però la correttezza di non usare la funzione copia/incolla ma di rielaborare i testi e nel caso di parti di nostre interviste, (molte sono state pubblicate su siti e blog a cui abbiamo ceduto i diritti), di citare la fonte inserendo un link al post originale. Anche le immagini scattate da noi sono di nostra proprietà, vi chiediamo di fare richiesta prima di utilizzarle per articoli o post e in ogni caso abbiate l'accortezza di non eliminare i watermark che abbiamo applicato.

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