20 novembre 2014

NON SOLO ARREDO

L’Art. 31 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia – Unicef recita: "Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto (..) a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica, (..) rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l'organizzazione di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali."
L'esperienza del gioco insegna al bambino ad avere fiducia nelle proprie capacità, ad essere creativo, a sperimentare le sue capacità cognitive, a scoprire se stesso, a entrare in relazione con i suoi coetanei e sviluppare quindi l'intera personalità. Ma a non tutti i bimbi è concessa la possibilità di giocare, per molti basta un giro in altalena per liberare la fantasia, per altri un centimetro di troppo rappresenta un ostacolo insormontabile. Oggigiorno, è ancora difficile trovare parchi giochi per disabili, tuttavia si può notare un aumento dei progetti che comprendono strutture inclusive.
I nuovi giochi per parchi infatti prevedono l’utilizzo a pieno di tutti i bambini, numerose sono le altalene e le giostre che permettono di condividere, coinvolgere, giocare insieme.
Quello che vi presentiamo qui di seguito è qualcosa di più, ideato appositamente per garantire la massima accessibilità a tutte le componenti del gioco per tutti i bambini. Intuitivo, funzionale e coinvolgente "gioco per disabili Pellicano" è un gioco realizzato in modo tale che, su gran parte della sua superficie , possano circolare anche le carrozzine, grazie alle comode rampe in accesso ed in uscita e ai corrimano lungo tutto il percorso. Al suo interno sono presenti numerosi giochi di completamento: tris, tamburi, lavagne, utilizzabili da chiunque. La forte motivazione e la forza di volontà dimostrata da questi piccoli amici ci ha confermato che non esiste disabilità che nega il diritto al gioco, quindi non esiste ragione per cui precluderlo.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti

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