24 aprile 2014

Intervista per Genitori Crescono

Claudia Protti, autrice del blog creativo “Mamma Claudia e le avventure del Topastro” e Raffaella Bedetti (potete leggere qui una sua intervista) sono due mamme piuttosto tenaci: se si mettono in mente un’idea, ne fanno in breve un progetto coinvolgente.
Complice un uso consapevole e virtuoso dei social network, in pochi giorni hanno raccolto più di 3.600 persone (destinate ad aumentare a vista d’occhio) intorno alla loro pagina facebook Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini.
Quanti bambini con disabilità fisiche vedete nei parchi-giochi dei nostri giardini? Pochi? Avete mai pensato al perché? La maggior parte dei giochi non sono pensati per includere e non sono fruibili per tutti. E’ il momento di cambiare, perché giocare insieme è un’esigenza primaria, di tutti.
La vostra pagina ha avuto una gran diffusione in poco tempo: tante adesioni e tanti post su diversi blog. Sarà che la maggior parte di noi, si è accorta di non aver mai visto un parco inclusivo solo leggendo voi. Semplicemente non ci pensavamo. Prima di tutto parlateci dell’idea di aprire la pagina: perché?
Ci spiegate cosa è un parco giochi inclusivo?
Un parco inclusivo prevede davvero giochi che possono essere utilizzati da tutti? È necessario prevedere giochi diversi per bambini normodotati o tutti possono usare le stesse attrezzature?
A una amministrazione comunale un parco inclusivo costa di più di uno tradizionale?
Se un gruppo di cittadini volesse chiedere all’amministrazione comunale la realizzazione di un parco giochi per tutti, da dove consigliereste di iniziare per proporre il progetto?
Per leggere l'intervista clicca qui: Parchi inclusivi: giochi per tutti

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